di

Angiola Petronio

Vittoria della Lav contro la multinazionale del gruppo Evotec: annullato il rinnovo dell’autorizzazione del ministero della Salute

Tre anni. Tanto è durata quella che è stata definita una «battaglia legale». «Combattimento» giudiziale che adesso ha un vincitore. Anzi, ne ha 800 e uno. E, inevitabilmente, uno sconfitto. È arrivata dal Tar del Lazio la sentenza che agognavano gli animalisti. Quella che segna un altro capitolo nella vicenda dell’Aptuit, la multinazionale farmaceutica veronese del gruppo Evotec, al centro di un’indagine della procura scaligera che vede indagati due veterinarie e l’ex amministratore delegato dell’azienda per maltrattamento di animali e uccisione non necessitata.

Cosa rischiavano gli animaliPochi giorni fa hanno chiesto le prime due la messa alla prova e il secondo un patteggiamento a 4 mesi. Vicenda che dal 2022 vede in prima linea la Lav, la Lega antivivisezione, che si è mossa su vari fronti e ai quali erano stati dati in custodia giudiziaria 7 Beagle, 7 macachi e 11 scimmie sequestrati nei lavoratori di via Flemming. Fronti tra i quali il ricorso a quel tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha dato ragione all’associazione, annullando il rinnovo dell’autorizzazione ad Aptuit per gli esperimenti di tossicologia generale su 800 cani Beagle. Cani per i quali, spiega Lav, «era prevista l’iniezione o la somministrazione forzata di molecole a differenti dosi per valutarne gli effetti tossici, oltre a decine di prelievi di sangue, anche più volte al giorno, con numerosi possibili effetti collaterali, come dolore, nausea, ulcere, collasso delle vene e disturbi comportamentali».