di
Andrea Rinaldi
Il ministro Giorgetti: «Come l’ho fatta rispettare agli altri la farò rispettare a loro. C’e’ una legge e vale per tutti». Il tema del risparmio con Anima
Il Tesoro sarà imparziale anche se il risiko bancario si riaccenderà in salsa francese su Banco Bpm. «Io non ho obiezioni politiche, io ho una legge che devo far rispettare, come l’ho fatta rispettare agli altri la farò rispettare a loro. C’e’ una legge e vale per tutti». Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, arrivando in Senato, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se avesse un’obiezione politica ad una eventuale fusione Crédit Agricole Italia e Bpm. A chi gli chiedeva se ipotizzasse anche un utilizzo del Golden power, il ministro ha risposto: «Mi riferisco appunto alla legge» sui poteri speciali di Palazzo Chigi. Il ministro ha quindi aggiunto di non avere valutazioni, «perché non esiste l’operazione e quindi come faccio a fare valutazioni».
L’esecutivo Meloni ha ancora aperto il fronte con Bruxelles sul veto opposto all’acquisizione dell’ex popolare milanese da parte di Unicredit e si attende la valutazione della Commissione Ue alle precisazioni italiane. E anche in questo caso sarà centrale il tema del risparmio: Banco Bpm ad aprile ha incorporato Anima (200 miliardi di masse gestite). Nelle ultime settimane ha preso sempre più corpo — alimentata anche dalle dichiarazioni del ceo Giuseppe Castagna — di una possibile unione tra Banco Bpm e la controllata italiana della Banque Verte (è «l’opzione più chiara») e a cui starebbero lavorando gli advisor Deutsche Bank, Citi, Rothschild e Lazard. I francesi — stando a indiscrezioni di mercato — starebbero accelerando sul dossier, anche se il rinnovo del cda di Piazza Meda complicherebbe l’iter delle nozze. L’aggregazione vedrebbe Crédit Agricole salire poco sotto il 30%. Castagna però ha parlato anche di Mps («Sicuramente è un’altra opportunità») a cui è legato dalla partecipazione detenuta assieme alla sgr Anima: oggi assieme hanno il 5-4%.









