di
Chiara Maffioletti
L'attore di cinema, televisione e teatro si racconta a tutto tondo
Per Alessandro Preziosi, «la grande fatica delle scelte è il non dormirci prima di prenderle». Poi però, una volta fatto il salto, non ha più senso rimuginarci su. Lui, ad esempio, nonostante una laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti, non si è più chiesto come sarebbe stata la sua vita da avvocato. «Mai fatto. L’arte mi ha insegnato ad amare di più la vita e non posso dire il contrario». Preziosi è uno dei protagonisti della tre giorni di incontri letterari, letture e musica del Premio Letterario Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti, in programma a Vallerano, che verrà assegnato ad Antonio Franchini per il romanzo Il fuoco che ti porti dentro («uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni»). Quest’anno il tema della rassegna è proprio la scelta.
Lei quando ha deciso, quindi, di fare l’attore?«È stata una scelta partita dall’incoscienza. Una scelta che profetizzava inconsapevolmente qualcosa, un grande sesto senso che mi ha spinto ad essere guidato verso qualcosa più grande. Le scelte determinano l’unità di misura di quello che sarai: io a un certo punto ho deciso di trasferirmi a Milano per studiare all’Accademia dei Filodrammatici e così è iniziato tutto».






