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Andrea Galli

Il trapper è stato arrestato la prima volta a 17 anni nel 2018, il bandito della Comasina a 15 anni nel 1965. La voglia di stare al centro dell'attenzione e quella difesa a oltranza dei complici: «Tradire mai»

L’uno smilzo e svelto, l’altro smilzo e svelto. Quantomeno a quindici e diciassette anni, l’età del primo accesso nel carcere minorile Beccaria che allora come oggi, ovvero l’anno 1965 per Renato Vallanzasca e l’anno 2018 per Zaccaria Mouhib alias Baby Gang, versava in condizioni pessime, posto sempre ai margini non soltanto geografici di Milano, una volta i «terroncelli» come ospiti (di quello che era il riformatorio e non l’attuale struttura, ma di fatto poco cambia) e adesso i «maranza», una volta, quale provenienza, le periferie cittadine e adesso la sorta di grande geografia suburbana essa includendo le terre dei pendolari prossime alla metropoli fra treni, passanti, metrò, tangenziali, bretelle, pedemontane, autostrade; una volta l’emigrazione e adesso pure.

Ma si parlava del Beccaria, ed ecco, la storia dei quarantadue indagati cominciando dai trenta agenti della polizia penitenziaria per pestaggi e torture proprio contro i giovani detenuti, da par loro autori di ripetute rivolte ed evasioni nonché di quotidiane provocazioni anche servendosi delle proprie feci come armi di lancio, certo non risale a quella stagione là: essa è inquietante racconto di questi ultimi mesi.