A quattordici anni aveva già dieci procedimenti a carico. Rapine, minacce, aggressioni. Insieme al suo amico «Pulce», soprannominato il «Piccolo Vallanzasca» — guidava una banda di ragazzini che imitavano Gomorra. Facevano incursioni nei cortili di largo Boccioni, devastavano negozi, prendevano di mira piazzetta Capuana. Quarto Oggiaro, 2012: un labirinto di cortili popolari, motorini senza targa e porte sfondate: «Allora pensavo che tutto fosse un torto da vendicare, e nella vendetta trovavo la ragione delle mie giornate».