MILANO - Dopo 10 anni tornano a Milano le opere di uno degli artisti più affascinanti e riconoscibili del Novecento, Maurits Cornelis Escher. Sì intitola 'M.C. Escher. Tra arte e scienza' la mostra che apre il 25 settembre, e fino all'8 febbraio, al Mudec, Museo delle Culture. Noto per le sue architetture impossibili, illusioni ottiche, tassellazioni e metamorfosi, Escher ha creato un linguaggio visivo unico che unisce arte e matematica. E proprio l'unione tra arte e scienza è il filo conduttore di questa esposizione, realizzata in collaborazione con il Kunstmuseum Den Haag e Fondazione M.C. Escher, grazie a cui sono arrivate a Milano le opere più importanti dell'artista. "Il percorso di mostra evidenzia come la sua ricerca si sia sviluppata da influenze culturali diverse, tra cui l'arte islamica, costruendo un ponte tra Oriente e Occidente, oltre che tra intuizione e logica, e tra arte e scienza", osserva l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. Infatti l'uso delle simmetrie, la ripetizione modulare e la visione astratta dello spazio, elementi chiave dell'ornamentazione islamica, offrono a M.C. Escher uno spunto importantissimo per superare la rappresentazione naturalistica della realtà. La mostra si snoda percorrendo otto sezioni tematiche, attraverso 90 opere di Escher tra incisioni, acquerelli, xilografie e litografie nonché oltre 40 oggetti islamici di confronto. L'esposizione segue l'evoluzione dell'artista: dagli esordi influenzati dall'Art Nouveau alla scoperta dei paesaggi italiani, fino alla piena maturità, in cui Escher sviluppa un sofisticato uso di tassellazioni, cicli metamorfici, illusioni ottiche e rappresentazioni dell'infinito. Pur senza una formazione scientifica, l'artista riesce a visualizzare concetti matematici complessi con sorprendente intuizione grafica.
Al Mudec di Milano Escher, artista dell'illusione - Lombardia - Ansa.it
In otto sezioni il suo percorso artistico con 90 opere (ANSA)
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