In attesa che la Uefa nei prossimi giorni (dopo un iniziale rinvio per approfondire la questione) si pronunci sulla possibilità di disputare Milan-Como di campionato a Perth in Australia, in calendario a inizio febbraio, in tanti si saranno chiesti perché proprio Perth come sede di una partita di Serie A, dall’altra parte del mondo. La Liga spagnola ci prova da tempo con Miami (prima con Barcellona-Girona, ora con Villarreal-Barcellona), una delle città più note degli Stati Uniti con una fortissima comunità spagnola e un’importanza crescente nel mondo del calcio. Lì sta chiudendo la carriera Messi e all’Hard Rock Stadium recentemente si sono giocate tante partite significative. Cosa spinge, invece, verso Perth? Il Milan ha caldeggiato la proposta (in particolare l’amministratore delegato Giorgio Furlani), poi appoggiata dalla Lega Serie A e dalla Figc. La squadra rossonera ha disputato un’amichevole della sua preparazione estiva a Perth contro la squadra locale, il Perth Glory. In ballo ci sono oltre 10 milioni di euro messi sul piatto dal governo di Western Australia per avere a Perth la sfida tra Milan e Como. Una somma che andrebbe ai due club coinvolti e sarebbe divisa anche tra le altre 18 società di Serie A. Quindi si tratta di soldi pubblici di una delle amministrazioni che compongono l’Australia. Il governo di Western Australia è entrato in rapporti economici con il Fondo Elliott nel 2020. All’epoca l’hedge fund di New York era proprietario del Milan, mentre ora ha il ruolo di finanziatore decisivo di Red Bird nel mantenimento del ruolo di azionista di maggioranza del club. Elliott cinque anni fa rilevò il debito dissestato dei precedenti azionisti giapponesi di Bluewaters, uno dei principali fornitori di energia di Western Australia. È l’attività tipica di un altro fondo americano che, un anno dopo, entrò nel calcio italiano e milanese in particolare: Oaktree, partner di Elliott in quell’affare australiano e ora in qualità di proprietario dell’Inter alleato dell’hedge fund nell’acquisto di San Siro e nella realizzazione di un nuovo stadio (nel pool di fondi protagonisti di quell’intervento in Australia c’era anche Ares Management, altra società finanziaria molto attiva nel calcio europeo). È la classica dinamica di impossessamento di un’azienda in seguito al mancato pagamento dei debiti del proprietario precedente. Elliott e Oaktree sono diventate così proprietarie di Milan e Inter, dopo i default di Yonghong Li e Suning ai quali avevano prestato somme ingenti. Lo stesso epilogo si è verificato con Bluewaters in Australia nel 2023 a condizioni considerate troppo favorevoli, secondo qualche osservatore locale che rimproverò i politici di aver demandato frettolosamente ai privati una questione a forte valenza pubblica. Ci fu qualche critica nei confronti del premier di Western Australia, Roger Cook, tuttora a capo del governo. Non è stata l’unica avventura di Elliott nel mercato dell’energia australiana. Fino al 2024 il fondo americano controllava Elliott Green Power, azienda specializzato nel campo fotovoltaico. Furlani è stato tra i direttori di Elliott Green Power dall’8 dicembre 2021 al 10 marzo 2023. Ma qui Perth non c’entra. La sede dell’azienda dell’energia solare era a Sydney, quasi 4.000 chilometri di distanza dalla città che vuole Milan-Como.
Milan-Como a Perth, i business di Elliott e il tesoro da 10 milioni
L’Uefa deve pronunciarsi sull’ipotesi di disputare il match di Serie A in Australia: Lega e Figc hanno già detto sì
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