Nel pieno della crisi economica e dell’instabilità politica che colpisce il suo governo, il presidente Javier Milei ha chiesto sostegno a Donald Trump che ha teso la mano in aiuto. Il tycoon ha dichiarato che l’amministrazione repubblicana è disposta a fare “tutto il necessario per sostenere l’Argentina“. L’incontro bilaterale è avvenuto a New York, martedì 23 settembre, a margine dell’assemblea generale delle Nazioni Unite e un giorno dopo che il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, aveva affermato che “tutte le opzioni” sono sul tavolo per stabilizzare i mercati finanziari del Paese. In un post pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha definito Milei “un leader fantastico” che ha fatto progressi “a ogni livello a una velocità record”. Trump ha inoltre offerto “il suo completo e totale supporto” alla sua “rielezione a presidente”, in riferimento alle elezioni legislative di fine ottobre quando sarà parzialmente rinnovato il Congresso.
Dopo la sconfitta alle elezioni nella provincia di Buenos Aires lo scorso 7 settembre, il modello economico proposto dal leader libertario ha mostrato segni di fragilità. La Banca Centrale dell’Argentina (BCA) ha venduto 1,11 miliardi di dollari: l’obiettivo è mantenere il tasso di cambio del peso argentino rispetto al dollaro all’interno delle “bande di oscillazione”. Questo sistema, concordato con il Fondo Monetario Internazionale, stabilisce un intervallo in cui il tasso di cambio della valuta può fluttuare, ma senza superare determinati limiti inferiori e superiori.














