Non c'è spazio per il detenuto obeso che dovrebbe scontare la pena a Cuneo. Né in carcere né in ospedale. A un mese dalla denuncia della sua presenza in una camera dell'ospedale Santa Croce di Cuneo, perché nessuna cella in Italia è abbastanza grande e attrezzata per ospitarlo, anche lì la sua permanenza sembra avere le ore contate. Il 50enne che pesa circa 260 chili - clinicamente «super obeso» - era arrivato in struttura il 23 agosto, scortato per la prima volta nel reparto di Medicina d’urgenza del nosocomio perché la cella per lui era ormai un luogo incompatibile dove vivere.
Un calvario iniziato un anno fa quando il magistrato del carcere di Lecce (dove l’uomo era stato condannato per truffa) lo aveva ritenuto inadatto alla detenzione e lo aveva spedito ai domiciliari dal fratello, residente a Cuneo. Ma in casa, visto la sua stazza, era impossibile prestargli le cure necessarie. Così, dopo poche settimane, a causa di una serie di difficoltà, il fratello aveva ottenuto il trasferimento in una Rsa, dove però il detenuto aveva dato in escandescenze. A quel punto il magistrato di sorveglianza ne aveva disposto il ritorno «in carcere». Senza però specificare in quale, dando per scontato il trasferimento in quello cittadino.






