VENEZIA - Tra memoria e visione, in Veneto nasce una nuova generazione d'impresa. Un modello di sviluppo con i piedi saldamente piantati per terra e lo sguardo orgogliosamente allungato verso l'orizzonte, determinato com'è a portare avanti la vocazione all'unicità del made in Italy declinandola secondo le buone pratiche dell'innovazione e della sostenibilità. "Radici e futuro", dunque, come il titolo dell'evento promosso dal Gazzettino per domani (25 settembre), a partire dalle 17, alla Scuola della Misericordia nel sestiere Cannaregio a Venezia (e in diretta sul sito www.gazzettino.it).
Esponenti della politica, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, professionisti e dirigenti porteranno al dibattito il proprio contributo sullo sviluppo sociale ed economico del territorio. Punti di vista diversi e complementari, singoli tasselli che integrati l'uno con l'altro comporranno un mosaico del dinamismo di un Paese che oggi guarda a domani senza dimenticare cos'è stato ieri. Nell'unire tradizione e innovazione in un equilibrio unico, del resto, il sistema economico italiano è profondamente radicato nelle eccellenze locali ed è naturalmente proiettato verso l'internazionalizzazione. In un simile scenario, il Veneto dà corpo a questa duplice propensione grazie a un tessuto produttivo diffuso e orientato alle esportazioni, in cui le aziende mantengono saldo il legame con il proprio territorio e allo stesso tempo aprono la loro identità al mondo. Tra le principali sfide, emerge il passaggio generazionale, delicato ma fondamentale momento di transizione in cui continuità e rinnovamento devono trovare un punto di equilibrio. Tutti temi che non solo sono al centro delle società di matrice familiare, ma che fanno anche da sfondo a grandi appuntamenti come Milano Cortina 2026, vetrina internazionale dell'intreccio fra territorio, imprese e futuro.






