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Ultimo aggiornamento: 7:50 del 24 Settembre
“La causa del popolo palestinese è la nostra causa e, come africani, sappiamo bene cosa significa vederci strappare la nostra terra, cosa significa vedere il nostro destino deciso altrove, su mappe tracciate da mani che non conoscono la nostra lingua né il nostro dolore. Noi non siamo contro il popolo ebraico, così come non siamo contro nessun popolo. Siamo contro ogni sistema che opprime, colonizza, disumanizza. Che si chiami imperialismo, sionismo o dittatura del profitto”.
Così parlava Thomas Sankara, leader rivoluzionario e presidente del Burkina Faso, al vertice del Movimento dei Non Allineati di Harare nel 1986. Quarant’anni dopo, quelle parole sono e restano di sorprendente attualità. Noi non ci siamo ancora arrivati. Mentre in parte dell’Europa qualcosa è cambiato, in altri Paesi come Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Lituania, Paesi Bassi si discute ancora se e come riconoscere lo Stato di Palestina.
L’Africa però ha scelto da tempo da che parte stare: 52 Paesi su 54 hanno formalmente riconosciuto la Palestina, lasciando fuori solo Camerun ed Eritrea. Questo sostegno non nasce da ostilità verso il popolo ebraico, ma da una visione più ampia: la causa palestinese come parte di una lotta globale contro colonialismo, imperialismo e sfruttamento.








