Il passaporto digitale del prodotto (Dpp) diventerà obbligatorio (nella sua versione più basic) solo nel 2027, ma in una versione sperimentale ha già fatto il suo debutto in passerella. E più precisamente alla London Fashion Week.
Ogni capo della collezione primavera estate 2026 di Patrick McDowell, chiamata “The Lancashire Rose” in onore della nonna dello stilista britannico, è dotato di digital product passport e di un sistema di autenticazione sicuro, curati dall’italiana Certilogo. L’etichetta presente su ogni capo ha impresso un QRCode che, una volta scannerizzato, permette di accedere a un mondo digitale immersivo che esplora le origini della collezione, il patrimonio creativo di Patrick e ciò che lo ha ispirato nella creazione di ciascun capo.
«Siamo orgogliosi di poter contribuire a dare vita alla visione di Patrick - ha detto Michele Casucci, founder & general manager di Certilogo -. La sua creatività e capacità narrativa, unite al nostro Secure by Design™ Digital ProductPassport, dimostrano come i prodotti connessi possano andare oltre la compliance,creando connessioni emotive più profonde e un valore duraturo per brand e clienti»
La collezione ha sfilato sabato 20 settembre alla Battersea Power Station - ex centrale elettrica nel cuore di Londra, resa famosa (anche) dai Pink Floyd e fulcro di un progetto di rigenerazione urbana - ed è improntata, così come tutta l’attività di McDowell, alla sostenibilità. Anche la tracciabilità dei capi attraverso il passaporto digitale è pensata in questo solco: «Grazie all’unione della loro tecnologia su misura e della nostra creatività, ogni capo diventa un racconto vivo attraverso il Digital Product Passport che lo accompagna. Insieme stiamo dando forma a una nuova generazione di prodotti tracciabili, connessi ed emozionali, che consentono a chi li indossa di sentirsi ancora più vicino alla storia che li accompagna», ha detto lo stilista.







