Se il concetto di auto intelligente in grado di ripararsi da sola spinge sul pedale sul versante della fantascienza, invece automobili riparabili da remoto, via software, sono già una realtà, come dimostra il caso Xiaomi. Nel 2024 ha suscitato interesse mondiale, il fatto che il colosso cinese del tech, avesse prodotto ed immesso sul mercato la sua prima vettura. Il modello, chiamato SU7, è una berlina elettrica con un design da vettura sportiva che gli addetti ai lavori hanno paragonato addirittura ad un bolide di casa Porsche.
Proprio in questi giorni, l’azienda cinese ha annunciato di riparare da remoto qualcosa come 116.887 esemplari della sua auto, dopo un incidente mortale costato la vita a tre studentesse universitarie. Lo scorso marzo, le giovani a bordo di una Xiaomi SU7 stavano usando il sistema di guida semi-autonoma attivo, Navigate On Autopilot, quando hanno urtato una barriera di cemento sull'autostrada a circa 116 chilometri orari, perdendo la vita. Non è ancora ben chiaro cosa sia accaduto davvero a bordo. Secondo Xiaomi, l’auto ha rilevato un ostacolo su un tratto di autostrada in costruzione e ha emesso un avviso prima di cedere il controllo alla conducente, che forse non è riuscita a evitare l’impatto.







