Il suo nome era Gary Coleman ma per tutti era Arnold, l’indimenticabile bambino protagonista della sitcom anni 80 Il mio amico Arnold. La serie (il cui titolo originale era Diff'rent strokes) tenne incollati gli spettatori di mezzo mondo dal 1978 al 1986, in Italia arrivò nel 1980 con il titolo Harlem contro Manhattan, diventato poi Il mio amico Arnold.
La sitcom raccontava la vita in casa Drummond, una famiglia composta dal vedovo milionario Philip Drummond (Conrad Bain), sua figlia Kimberly (Dana Plato), i due figli adottivi, i fratelli Arnold (Gary Coleman) e Willis (Todd Bridges), insieme all’affettuosa e simpatica tata, la signora Garrett (Charlotte Rae). Ma il successo della serie era dovuto al piccolo Arnold, un bambino afroamericano, piccolo e grassottello dall'irresistibile senso dell'umorismo e dalla battuta diventata un tromentone, "che cavolo stai dicendo, Willis", con cui il ragazzino rimbrottava il fratello.
Ma la vita spensierata che scorreva sul piccolo schermo non corrispondeva a quella del vero Gary Coleman, che non era affatto un bambino ma un uomo, adulto e minato nel fisico. Il suo sviluppo era stato compromesso da una forma di insufficienza renale che lo aveva torturato fin dall'infanzia. La vera storia è raccontata in Gary. Io ero Arnold, lo speciale di 90 minuti distribuito da Nbc Universal in onda martedì 23 settembre su Sky Crime e in streaming su Now.






