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Vista dall’alto Modica, una cittadina da 53mila abitanti nella provincia di Ragusa, appare «una melagrana spaccata in due». La descrisse così nel 1990 lo scrittore Gesualdo Bufalino: intendeva dire che le case basse e chiare della cittadina, costruita all’interno di una vallata, sono divise da una lunga strada, corso Umberto I. Ai tempi era soltanto la via principale di Modica. Oggi corso Umberto I è il centro di un noto distretto commerciale, pieno di negozi che vendono quasi solo cioccolato-di-Modica.

Modica bassa vista dal belvedere Pizzo: al centro corso Umberto I (Francesco Gaeta/il Post)

Fino a qualche anno fa il cioccolato di Modica era una ricetta che si tramandava di generazione in generazione. Oggi è un settore che produce 4 milioni di tavolette all’anno (in aumento del 3,8% nel 2024 rispetto al 2023) e un giro d’affari da 11 milioni di euro. Come è avvenuto in altri casi – il pistacchio di Bronte, la cipolla di Tropea – un prodotto alimentare si è legato a una cittadina come una sineddoche.

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