Comincia di buon mattino, con un tweet contro «l’odio e la violenza politica». In sottofondo le immagini del funerale di Charlie Kirk, l’attivista Maga assassinato in Utah, amante del «confronto e della libertà». Sei ore dopo Giorgia Meloni torna a battere sulla tastiera. Ma questa volta è per condannare le «indegne immagini» di quei cortei proPal degenerati ieri in scontri violenti con le forze di polizia e atti di teppismo.

«Sedicenti “antifa”, sedicenti “pacifisti” che devastano la stazione e generano scontri con le Forze dell’Ordine» tuona la premier in serata postando il video della stazione centrale di Milano presa d’assalto dai facinorosi. «Violenze e distruzioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà e che non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani, che finiranno per subire e pagare i danni provocati da questi teppisti».

Mentre Matteo Salvini, ai microfoni del Tg1, promette una stretta contro i violenti: «Chiederemo una cauzione a chi organizza cortei e manifestazioni, in caso di danni pagheranno di tasca loro». È un caso politico lo sciopero per la Palestina che ieri ha riversato per le piazze italiane una fiumana di persone. Cortei per lo più pacifici. Travolti però dalle violenze scoppiate durante la giornata un po’ ovunque nelle città, da Milano a Bologna passando per Roma.