Non è la prima volta. In passato l'iPhone ha vissuto l'«antennagate», poi il «bendgate» e ancora altri «-gate» minori, con le persone che l'hanno acquistato e i creator a puntare il dito - a volte a torto, altre volte meno - contro i difetti. Quest'anno è il momento dello «Scratchgate». Scratch vuol dire graffio: diversi clienti hanno segnalato che i loro dispositivi, in particolare i modelli Pro e Pro Max, si graffiano con troppa facilità. Un problema particolarmente fastidioso perché riguarda soprattutto i modelli di fascia alta, con prezzi che partono da oltre 1.300 euro in Italia. Come abbiamo raccontato nella recensione del 17 Pro Max, quest’anno Apple ha deciso di sostituire - per motivi strutturali legati alla dissipazione del calore - il telaio in titanio delle versioni Pro precedenti con uno in alluminio anodizzato. L’alluminio è un materiale più morbido del titanio, ma anche del vetro: è al livello 3-4 sulla scala di Mohs, l'indice che prende il nome dal suo ideatore Friedrich Mohs e che classifica la durezza dei minerali, cioè la loro resistenza alla scalfittura. Il vetro è al livello 5-6. Questo può aiutare a capire perché i segni compaiano così rapidamente.