Il Monte dei Paschi sfonda il tetto dell’85% arrivando all’86,33% di Mediobanca. La banca guidata da Luigi Lovaglio ha fatto l’en plein nel giorno di chiusura dell’Opas su Piazzetta Cuccia con i fondi che hanno aderito in massa. Un risultato al di sopra delle aspettative che ora richiederà decisioni veloci sull’assetto futuro tra Siena e Milano. I lavori del board presieduto da Nicola Maione entreranno nel vivo oggi, quando si riunirà anche il comitato nomine per discutere dei nomi da inserire nella lista per il rinnovo del cda di Mediobanca.
Ora Mps dovrà scegliere se lasciare Mediobanca quotata o procedere verso la fusione. Ma è probabile che Mps proceda in tempi relativamente brevi verso il merger, visto che ormai il flottante dell’istituto milanese è diventato esiguo. Già la quota del 70,48% raggiunta venerdì assicurava la maggioranza necessaria in assemblea per approvare la fusione tra Siena e Milano. Ed è inferiore al 90%, soglia obbligatoria per il delisting che avrebbe richiesto al Monte un esborso per cassa, stimato tra 1,3 e 1,5 miliardi. Certo, dipenderà anche in questo caso dalle soglie che verranno raggiunte.









