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Ultimo aggiornamento: 19:50

L’avvertimento è arrivato a metà pomeriggio con un post su X. “Questa flottiglia, organizzata da Hamas, è destinata a servire Hamas – si legge in una nota il ministero degli Esteri israeliano, in merito alla spedizione della Global Sumud Flotilla -. Israele non permetterà alle imbarcazioni di entrare in una zona di combattimento attiva e non consentirà la violazione di un blocco navale legittimo”. “Se il reale intento dei partecipanti alla flottiglia è quello di fornire aiuti umanitari e non servire Hamas, Israele invita le imbarcazioni a attraccare al Marina di Ashkelon e a scaricare lì gli aiuti, da dove saranno trasferiti prontamente in maniera coordinata nella Striscia di Gaza“, si legge. Israele esorta i partecipanti a non violare la legge e ad accettare la proposta israeliana per un trasferimento pacifico di eventuali aiuti in loro possesso”, conclude il comunicato.

Una prima risposta della Flotilla è arrivata per bocca dell’attivista Thiago Avila. “Il ministro degli Esteri israeliano ha appena postato su X una dichiarazione in cui dice che la nostra spedizione costituisce una minaccia per la sicurezza di Israele, è legata a gruppi ribelli e se vogliamo davvero consegnare questi aiuti dovremo attraccare nel porto di Ashkelon e loro penseranno a consegnare gli aiuti. E’ la cosa che dicono da 17 anni a questa parte ogni volta che qualcuno prova a rompere l’assedio illegale che hanno imposto alla Striscia di Gaza. Non gli abbiamo mai creduto. Perché dovremmo credergli? Non provano neanche un po’ di vergogna? Stanno affamando i bambini fino a farli morire. Non potremo mai credere che possano creare un corridoio umanitario che è controllato dalla forza colonizzatrice che sta causando la carestia a Gaza. Come possiamo prendere seriamente questa proposta? Il regime sionista sta cercando di fare di tutto per gettare discredito sulla nostra missione. Stanno cercando di confondere le persone”. “Non ci fermeranno – ha concluso Avila -. La Corte Internazionale di giustizia ha stabilito che nessuno può fermare un convoglio umanitario, specialmente Israele che è accusato di genocidio. Andremo avanti, non cadremo in questa trappola“.