Il giorno dello sciopero pro Gaza, con mobilitazioni e cortei in tutta Italia ma soprattutto con gli scontri tra le forze dell'ordine e i manifestanti a Milano, rende incandescente il dibattito politico.

Una giornata caratterizzata da un lungo lungo e duro botta e risposta che coinvolge i partiti di centrodestra e centrosinistra.

La premier Giorgia Meloni sceglie i social per attaccare "violenze e distruzioni che - scrive - nulla hanno a che vedere con la solidarietà e che non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani".

Cittadini che finiranno per subire e pagare i danni provocati da questi teppisti". Meloni esprime solidarietà alle forze dell'ordine e chiede che anche gli altri partiti "condannino" quanto accaduto. Con lei diversi esponenti del governo e le cariche istituzionali.

"Non è con la violenza, aggredendo le forze della ordine, bloccando autostrade, stazioni e porti che si aiuta la popolazione civile palestinese", scrive su X il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri. Mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa parla di "delinquenti che si professano pacifisti ma che in realtà stanno dando vita a vergognose guerriglie urbane". Sulla stessa scia il suo omologo alla Camera, Lorenzo Fontana, secondo cui "Vandalismo, gesti violenti e linguaggio d'odio sono da condannare e offuscano le motivazioni e la legittimità di qualsiasi manifestazione".