Abattere tutti sul tempo è Beppe Grillo.

Il processo è ancora lontano, siamo nei giorni in cui la gup del tribunale di Tempio Pausania sta per decidere se rinviare a giudizio il figlio Ciro e tre suoi amici genovesi. L'accusa è di quelle che lasciano il segno su quattro ragazzi di appena 19 anni: violenza sessuale di gruppo su due giovani donne. E' l'estate del 2019. E nei successivi due anni si scriverà poco sul caso che coinvolge Grillo jr e compagni.

Esploderà letteralmente il 19 luglio 2021, quando il fondatore del M5s utilizza il suo blog e i suoi canali social per diffondere un video in cui difende strenuamente il figlio: è lui il primo avvocato di Ciro. Innanzitutto, sposta l'obiettivo sulla sua persona: "Ormai sono due anni, sono stufo - tuona - Se dovete arrestare mio figlio, perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me perché ci vado io in galera". L'allora garante dei cinquestelle ricostruisce così i fatti contestati, avvenuti secondo la Procura la notte tra il 16 e 17 luglio 2019 nella villetta della famiglia Grillo a Porto Cervo: "C'è un video, passaggio per passaggio, e si vede che c'è la consensualità: un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande sono quattro cog..., non quattro stupratori".