Tempio Pausania – Alle 15.30 i giudici si sono ritirati in camera di consiglio. Dicendo ai legali presenti in aula di «tornare verso le 18.30-19». Sono gli ultimissimi atti del processo per stupro di gruppo che vede Ciro Grillo, il figlio del comico e fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe, imputato insieme a tre amici genovesi.

A denunciarli per quanto accaduto fra 16 e 17 luglio 2019 a casa Grillo in Costa Smeralda è una ragazza che allora aveva 19 anni (come gli imputati), e che oggi dopo aver pensato a lungo se presentarsi in tribunale è rimasta a casa: «Ho detto io alla mia assistita di non venire qui oggi. Punto primo, perché sapevo che l'udienza sarebbe andata avanti per le lunghe. Ma soprattutto perché c'era il rischio che qualcuno potesse scattarle delle foto», ha spiegato la sua legale, l’avvocata e senatrice Giulia Bongiorno.

Anche i quattro ragazzi genovesi – oltre a Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria – non sono presenti. In mattinata hanno concluso le loro controrepliche gli ultimi tre avvocati che ancora dovevano prendere la parola. «Chiediamo l'assoluzione perché il fatto non sussiste e non costituisce reato - ha detto l'avvocato Alessandro Vaccaro, che difende Lauria – la persona offesa non è credibile, nega di aver interagito con i ragazzi nella discoteca, nega di averci interagito nella villetta».