Dal nostro corrispondente

NEW DELHI - Venerdì sera. Il volo Emirates EK226 da San Francisco a Dubai sta per chiudere i portelloni e iniziare la sua marcia d’avvicinamento alla pista di decollo. Ma sui telefoni di diversi passeggeri, ingegneri indiani che stanno per tornare a casa per festeggiare Navratri con le proprie famiglie, cominciano a piovere le notifiche: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha appena annunciato che il costo dei visti H-1B comunemente impiegati dall’industria indiana dell’It per mandare in America i propri consulenti salirà a 100mila dollari. Panico. In molti chiedono di scendere per paura di non poter più far ritorno negli Stati Uniti. Dopo qualche conciliabolo il comandante capisce la portata del problema e una parte dei passeggeri viene lasciata disimbarcare. Prima che i bagagli vengano recuperati dalla stiva e il gigantesco Airbus A380 possa decollare passano più di tre ore.

In mezzo ai drammi migratori dell’America First, la vicenda degli ingegneri indiani ha quasi il gusto della commedia anche perché nel giro di 24 ore o poco più l’amministrazione Usa ha precisato che le nuove regole si applicheranno solo ai nuovi visti. Un bel sospiro di sollievo per chi ha già messo un piede in America. Non certo per chi sognava di farlo e per i big indiani dell’It che in questi anni hanno oliato gli ingranaggi delle società americane di consulenza, e non solo, con la propria manodopera a basso costo: ieri Tech Mahindra ha perso il 3%, Tata Consultancy Services il 2,96%, Infosys il 2,55 per cento.