Restituire i 60 milioni concessi alla società “Sipario Movies”, una volta del produttore Andrea Iervolino, e poi revocati nell’ambito di uno filoni dell’inchiesta Tax Credit della procura di Roma. È quanto richiesto dal nuovo amministratore giudiziario della Spa al ministero della Cultura. La questione è la seguente. Iervolino, enfant prodige della cinematografia mondiale, è indagato insieme ad altre tre persone per truffa aggravata ai danni dello Stato e fatture false, per oltre cento milioni di euro. Nei mesi scorsi, gli investigatori della guardia di finanza, coordinati dal pubblico ministero Antonino Di Maio, su impulso del ministero della Cultura, avevano perquisito le società Arte Video srl, Sipario Movies spa e Tatatu spa e avevano sequestrato computer, notebook, hard-disk, pennette usb e documentazione contabile. Il produttore aveva paventato una sorta di “complotto” ai suoi danni. Aveva raccontato di essere entrato in conflitto con la sua ex socia Monika Waldner Gomez Del Campo Bacardi, nota nell’ambiente cinematografico come Lady Bacardi. «Il 3 settembre 2024 sono andato via dalla Sipario dando le dimissioni da amministratore delegato. Ho messo in piedi una nuova società, la The Iervolino Company, e contestualmente la signora Bacardi mette al mio posto l’avvocato Davide Peretti, italiano che vive in Lussemburgo. È lui che fomenta le istituzioni per tentare di portare quella società al fallimento. Vogliono rovinare la mia immagine e non farmi più lavorare». Screzi a parte, al produttore erano stati revocati 60 milioni che ora si chiede di restituire. In procura ci sono cinque fascicoli legati ai finanziamenti del tax credit e il faro si è accentuato dopo la faccenda Kaufmann/Ford, sedicente regista accusato di essere il killer di villa Phampili che ha avuto accesso a 860mila euro di incentivo fiscale per un film inesistente. I magistrati di piazzale Clodio hanno dato il via a diverse inchieste a seguito di alcuni esposti su sgravi fiscali ottenuti, sembra, in maniera troppo spavalda, magari con documenti fasulli e dichiarazioni fumose: un giro d’affari di circa duecento milioni di euro. Nei mesi scorsi, il Ministero della cultura ha messo in atto una serie di modifiche per tutelare il tax credit: 185 accertamenti portati avanti dal Mic per 347 milioni, 122 le opere segnalate alla guardia di finanza.
Tax Credit, inchiesta sulla “Sipario Movies”. L’amministratore giudiziario: i 60 milioni sono da restituire
Andrea Iervolino, enfant prodige della cinematografia mondiale, è indagato insieme ad altre tre persone per truffa aggravata ai danni dello Stato e fatture fal…






