Sotto il sole del cielo di Londra, in una domenica di football inglese, è accaduto un evento straordinario: dopo tre lustri di calcio votato all’attacco, Pep Guardiola ha pensato a difendersi. La controriforma di chi ha fatto la riforma. Nell’1-1 ottenuto contro l’Arsenal all’Emirates, il giochetto stava quasi per riuscire. I londinesi hanno infatti pareggiato dopo un lungo assalto solo al 93’ con un pallonetto di Martinelli che ha bucato Donnarumma, spiazzato dal buco che aveva squarciato il muro eretto da Pep per portare a casa il terzo successo di fila e rilanciarsi nella lotta per il titolo in Premier. Il Liverpool, lanciatissimo a punteggio pieno, ha già fatto il vuoto dopo appena cinque turni. Le statistiche sono eloquenti: il City ha registrato il 32,8% di possesso, la cifra più bassa della storia di Guardiola. Non solo: 11-1 gli angoli a favore dell’Arsenal, tanto per ribadire chi sia stato ad attaccare e chi a difendere, con Donnarumma a svettare in area respingendo più volte il pallone con i pugni. I famosi giri della vita che ti riportano alla casella di partenza. Proteggere il risultato, erigere un muro, pensare ai tre punti: Pep, l’uomo che ha cambiato la storia del calcio dal 2009 a oggi, come un Mourinho o un Allegri qualsiasi. Avanti popolo, evviva il corto muso.