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Sabato il governo degli Stati Uniti ha annunciato l’introduzione di una nuova tassa di 100mila dollari sui visti per i lavoratori stranieri specializzati, i visti H-1B. La decisione è entrata in vigore oggi, quando in Italia erano appena passate le 6 di mattina, e ha creato parecchio scompiglio tra i lavoratori che hanno già un permesso di quel tipo, e tra le aziende che li impiegano.

Nel tempo trascorso tra l’annuncio di Trump e l’entrata in vigore della nuova tassa, molte aziende statunitensi hanno chiesto ai propri impiegati in possesso di un visto H-1B che stavano andando all’estero di non partire. Tanti altri che si trovavano già all’estero hanno cercato di anticipare il rientro negli Stati Uniti. Per qualche ora, quindi, c’è stato un bel po’ di confusione, prima che il governo chiarisse che la decisione non si applicherà alle persone che possiedono già un visto H-1B.

L’annuncio di Trump è arrivato a sorpresa. Il Wall Street Journal ha scritto di avere letto i messaggi che diverse grandi aziende tecnologiche, tra cui Amazon, Google e Microsoft, hanno mandato ai propri dipendenti dopo l’annuncio, raccomandando loro di rimanere negli Stati Uniti oppure di tornare immediatamente. Tutte queste aziende, infatti, impiegano molte persone con visti H-1B (sono decine di migliaia, secondo il New York Times): l’annuncio di Trump ha fatto temere loro che dovessero trovarsi a pagare molti soldi.