Milano, 22 set. (askanews) – L’aumento della spesa per la Difesa rappresenta un’opportunità per riconvertire parte della produzione della componentistica automotive che, altrimenti, a causa della crisi del settore, rischia di perdere nel periodo 2025-2027 circa 25 miliardi di euro di fatturato (rispetto ai 54,2 miliardi del 2024) e circa 77mila posti di lavoro (rispetto ai 507mila dell’intero indotto nel 2024). E’ quanto emerge dallo studio Regearing for Growth di PwC Strategy& Italia, che sottolinea come nel 2024 il tasso di utilizzo medio degli impianti produttivi delle case auto in Italia, che rappresenta un indicatore chiave per la profittabilità, è sceso al 38% rispetto al 72% nel 2017.
Una flessione che si traduce in un calo sui minimi storici della produzione di veicoli leggeri pari a fine 2024 a meno di 600mila veicoli, -67% rispetto al 2000 quando era circa 1,7 milioni. Anche in Europa il settore è diminuito, ma meno drasticamente.
“Il settore automotive ha affrontato diverse crisi nell’ultimo ventennio, ma quello a cui assistiamo rappresenta una condizione senza precedenti per un settore industriale di fondamentale importanza per il sistema Paese. L’attuale crisi potrebbe portare ad una perdita di oltre 70mila posti di lavoro e 10 miliardi di euro di Pil all’anno considerando gli effetti diretti e l’indotto”, commenta Francesco Papi, Partner di Strategy& e Automotive leader di PwC Italia.








