San Gennaro non ha fatto il miracolo. Ieri alla festa del patrono di Napoli si sono incrociati il governatore uscente della Campania, Vincenzo De Luca, e l’uomo candidato a succedergli, Roberto Fico. Il gelo tra i due però non si è sciolto. Neanche una parola tra loro, e sì che sarebbero alleati alle imminenti Regionali.

Non è stato un caso. In Duomo, per le celebrazioni, i due sono arrivati in studiati orari diversi e si sono seduti distanti: in prima fila sul lato destro il presidente, in seconda fila sul lato sinistro il grillino. Una perfetta rappresentazione di come stanno conducendo le rispettive campagne elettorali. De Luca sotto i riflettori, qualunque cosa dica, collettore di una classe dirigente che negli anni ha pescato anche nel centrodestra. Fico in ombra, qualsiasi cosa dica o faccia, con un profilo politico da centro sociale. Opposta anche la loro condizione politica. ‘O Sceriffo non può più ricandidarsi perché è troppo forte. Ha una lista, “A Testa Alta”, ma per piazzare tutta la sua corte gliene ci vorrebbero tre, e infatti le aveva chieste. Finirà con l’infilare qualcuno dei suoi negli elenchi del Pd, grazie al figlio Piero, che ha imposto come segretario regionale dem. Il grillino semi-disoccupato ha anche lui una lista, in quanto presidente.