Dai cinque ori olimpici (voto 10 e lode alla memoria) alle sette medaglie mondiali (9 e non 10 per certe controprestazioni evitabili ma è record), Tokyo si conferma il posto delle fragole per l’atletica italiana. Della megalopoli giapponese ci piace tutto: il sushi non addomesticato ai facili gusti europei, la puntualità dei treni della metro (voto 0 al Belpaese, distrutto dal confronto), lo stadio pieno sin dalle batterie, la disorganizzazione organizzata di una città in cui circolano solo taxi e Uber convive in pace con le auto pubbliche (sì, è possibile). In questo contesto, su un playground in cui salgono sul podio 47 Paesi dagli Stati Uniti all’Uruguay della maratoneta che non sapeva di aver conquistato il bronzo (Julia Paternain), la Nazionale trova un suo posto nel mondo grazie a corse, marce, salti e lanci: tutto l’arco costituzionale di questo sport bello e difficile, alla base della piramide del welfare.
Pagelle Mondiali Atletica. Non solo Furlani e Battocletti (21 in due) ma tutta l'Italia è al centro del mondo
L’unico record del mondo battuto a Tokyo è quello dello svedese Duplantis nell’asta: metri 6.30 (s.v. per manifesta superiorità). Le 7 medaglie di Tokyo confermano il grande momento dell’atletica azzurra









