«Da parte mia c’era e spero possa esserci ancora la voglia di poter credere ancora in qualcosa di diverso dal destino che sembra aver segnato ineluttabilmente la nostra vita». La firma non c’è, a scrivere la lettera è Francesca Mambro, compagna di Valerio Fioravanti nella vita, nei Nuclei armati rivoluzionari e nella condanna definitiva per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Mambro si rivolge alla religiosa protagonista del libro uscito da poco, «Una suora all’inferno. Lettere dal carcere a suor Gervasia Asioli» (Marietti1820). Lettere inedite, scelte e commentate dai giornalisti e scrittori Emanuele Roncalli e Gabriele Moroni. Una piccola parte del corposo epistolario che le consorelle, alla morte di suor Gervasia nel 2010, hanno inviato alla rivista Amici di Papa Giovanni di Bergamo, con cui la religiosa collaborava. Probabilmente non a caso, visto che il santo bergamasco fu il primo Pontefice a visitare un carcere, Regina Coeli, nel Natale del 1958.