In un Paese che continua a identificare il Made in Italy con l’agroalimentare, la moda e il design, c’è chi lavora con tenacia per riscrivere i confini. È il caso di Akeron, società lucchese che in pochi anni è diventata uno dei protagonisti più dinamici del panorama europeo del software enterprise. Nata nel 2020, imperniata attorno a un nucleo di 220 giovani professionisti, oggi segna un incremento di crescita annua composto del 35%, triplicando la velocità media del settore, bloccata all’11,5%.

Il cuore dell’azienda pulsa a Lucca, ma i suoi polmoni respirano già con sedi a Parigi, Londra e New York. Con un portafoglio che supera i 500 clienti, tra i quali compaiono nomi come Lavazza, Prada, Intesa Sanpaolo Private Banking, Mutti, Rummo, Amadori e Randstad, Akeron è diventata un partner di fiducia per imprese di ogni dimensione e settore. Banking, retail, largo consumo: campi diversi, stessa esigenza di efficienza, agilità e controllo.

Alla guida ci sono due imprenditori tutt’altro che neofiti per il segmento. Manuel Vellutini e Marco Pierallini, già protagonisti della crescita di Tagetik, hanno scelto di rilanciare la sfida partendo da casa, dalla Toscana. Oggi il capitale è suddiviso tra Vellutini e la famiglia Pierallini da un lato, e White Bridge Investments dall’altro, con una quota del 30%.