Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Via chi non si integra”, “Remigrazione”. Da Matteo Salvini a Roberto Vannacci e Silvia Sardone, i dirigenti nazionali della Lega usano le stesse parole d’ordine: la linea del Carroccio è quella della destra estremista, e nel Pantheon leghista entrano non solo Charlie Kirk, ma anche gli olandesi Pym Fortuin e Theo van Gogh, uccisi a inizio millennio da estremisti islamici. I temi del territorio rimangono nella prima parte della manifestazione, quella che vede i governatori leghisti insistere con l’Autonomia, con Maurizio Fugatti che rivendica anche i valori dell’antifascismo.
A sancire la linea, l’annuncio di una grande manifestazione “per i valori, i diritti, i confini e le libertà della civiltà occidentale”, che Matteo Salvini convoca per il 14 febbraio prossimo. Bisogna “tornare a blindare i confini italiani, sempre che qualche magistrato politicizzato non ci fermi” e al tempo stesso “abbiamo il dovere di rimandare a casa i migranti che non si vogliono integrare”. Ovvero i musulmani integralisti: “Fanatismo islamico, integralismo islamico, applicazione letterale del Corano, non sono compatibili con le nostre leggi”, scandisce Salvini.
Concetti del tutto simili a quelli dei vice segretari che avevano preso la parola prima di lui: Roberto Vannacci e Silvia Sardone parlano esplicitamente di “remigrazione”, tra gli applausi dei militanti che riempiono il prato di Pontida. “Non ci rassegniamo alla società multiculturale, alla società meticcia, alla islamizzazione delle nostre città. Non regaliamo nulla a chi non rispetta le nostre norme, le nostre leggi, per questi signori c’è solo un futuro: remigrazione”, dice Vannacci. Prima di lui, Sardone: “È in atto una vera e propria sostituzione, ma io non voglio che gli uomini e le donne di Pontida vengano sostituiti da quattro ‘mao-mao’ con la barba lunga, o da donne che vanno in giro con un sacco della spazzatura addosso”.













