Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.