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21 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:00
“Le minacce si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura“. La premier Giorgia Meloni comincia il suo intervento a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, la formazione giovanile di FdI, subito nel segno di Charlie Kirk e della presunta violenza contro la destra, in Italia e nel mondo. La presidente del Consiglio arriva perfino a rievocare le Brigate Rosse e le riforme post Sessantotto in ambito scolastico: “Non ne possiamo più dei disastri del ’68, il 6 politico, una meritocrazia fondata su una distorta idea di uguaglianza”. E ancora: “Scuola e università devono essere liberate dalla gabbia oppressiva in cui la sinistra le ha tenute per troppo tempo”. Poi di nuovo le presunte minacce, con il riferimento a Sergio Ramelli: “Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse e non abbiamo paura oggi. Non abbiamo paura oggi. Non avremo paura domani perché tutto questo ci ha sempre e solo reso più consapevoli e più coraggiosi”.
“Siete uno spettacolo“, esordisce la premier e leader di FdI sul palco di Fenix. Il richiamo all’omicidio Kirk è immediato: “Qualche giorno fa nessuno dei moralizzatori che hanno riempito le pagine di commenti su di voi ha ritenuto di dover dire mezza parola sull’ignobile post pubblicato da sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Kirk a testa in giù, con la scritta -1 e a buon intenditor poche parole. Tutti zitti, non ci facciamo fare la morale da questa gente”. E ancora: “Sono altri che sono stati cresciuti con l’idea che chi è diverso da te andava abbattuto, noi non siamo mai stati così. Era così anche Charlie Kirk, per questo la sua morte ha creato indignazione in tutto il mondo e ha fatto riflettere“.











