C’è poco da fare: quando la propaganda si dissolve, emerge prepotente l’immagine di due Italie che si muovono in direzioni opposte, una per allontanarsi dal precipizio, l’altra per caderci dentro. La competizione in atto è chiara come la luce del sole: lo scontro è tra una visione ideologica e una pragmatismo, tra il furore del pregiudizio e la cultura di governo, tra chi è prigioniero del passato e chi cerca di tenere a galla il Paese in un mondo che cambia rapidamente.