Èstato presentato come il nuovo polmone verde del Municipio XI, ma - a distanza di tre anni dal taglio del nastro - il parco Tevere Marconi sembra più una landa desolata. L’erba rigogliosa ha lasciato spazio a vaste aree di terra arida, le zone d’ombra scarseggiano e gli alberi, poco verdi, soffrono la mancanza di un piano di irrigazione efficace. Eppure, quando l’area tra Lungotevere di Pietra Papa e ponte Marconi è stata riqualificata e tre ettari e mezzo di golena sono stati sottratti alle discariche e agli insediamenti abusivi, i presupposti sembravano diversi. L’intervento, promosso dalla Regione Lazio ai tempi della Giunta Zingaretti e costato 335mila euro, aveva l’ambizione di offrire ai cittadini del quadrante Ovest «uno dei parchi più belli» della Capitale, con tanto di recinzioni, pavimentazioni, rampe di accesso, zone per i bambini e per il fitness. Non solo. Grazie al progetto «Ossigeno», è stata prevista e predisposta anche la piantumazione di nuovi alberi «con grandi capacità depurative del suolo». Gli stessi che oggi hanno messo radici in un terreno secco e patiscono il caldo della stagione estiva.