Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L'8 settembre 1989 morirono in 55 nel Mard del Nord. A contribuire alla strage c'è anche un guasto al generatore di corrente che il meccanico non riesce a riparare prima del decollo
È l’8 settembre 1989, quando un Convair CV-580, della compagnia norvegese Partnair, impegnato in un volo charter da Oslo verso Amburgo, precipita nel Mar del Nord al largo della costa danese con a bordo 55 persone. Si tratta della strage aerea più grave della storia dell’aviazione scandinava. I 50 passeggeri sono quasi tutti dipendenti della società di navigazione Wilhelmsen, che parteciperanno, ad Amburgo, alla cerimonia di lancio di una nuova nave. Le altre cinque vittime sono membri dell'equipaggio. C’è un’aria festosa tra i viaggiatori, sorseggiano vino e champagne in attesa dell’atterraggio. Si sentono al sicuro, ma così non è.
L’aereo, costruito 36 anni prima per la United Airlines, e passato attraverso diversi proprietari, nel tempo ha subito diverse modifiche, nel 1978 viene perfino ricostruito dopo un incidente di atterraggio. Il giorno della strage, al comando ci sono due piloti esperti, il capitano Knut Tveiten e il primo ufficiale Finn Petter Berg, entrambi cinquantanovenni, amici da anni e con quasi 17.000 ore di volo alle spalle. Qualche secondo prima dello schianto nella cabina di pilotaggio c’è un’aria distesa, i due amici scherzano tra loro con la complicità che li contraddistingue da sempre. Non sanno che quelli saranno i loro ultimi istanti di vita. Berg, inoltre, è responsabile delle operazioni di volo di Partnair, compagnia che proprio in quei mesi versa in gravi difficoltà economiche. In quel periodo i debiti accumulati sono talmente importanti che le autorità aeronautiche norvegesi intimano agli aeroporti di non consentire il decollo degli aerei Partnair se prima la compagnia non saldi le spese arretrate. Così quel giorno, prima che il volo possa partire, Berg è costretto a lasciare la cabina di pilotaggio per pagare un conto con la società di catering: solo così il velivolo ha il permesso di decollare, con quasi un’ora di ritardo. I problemi non sono soltanto finanziari. Prima del decollo, il meccanico addetto all'ispezione scopre che uno dei due generatori di corrente principali non funziona, ma non riesce a ripararlo. In Norvegia un aereo può volare solamente se ha due generatori di corrente funzionanti, così il copilota propone di ovviare al guasto, lasciando acceso durante il volo l’Auxiliary Power Unit (APU), unità di potenza ausiliaria, in modo da avere a disposizione le due fonti di energia necessarie. I piloti, però, ignorano che uno dei tre supporti dell'APU sia rotto.






