Tre dipendenti su quattro fuori dall’azienda. È l’effetto più evidente del tracollo di Fenice, la società di Chiara Ferragni, dopo lo scandalo del «Pandoro gate». Alla fine del 2023 i lavoratori erano 27 (un quadro, 21 impiegati e 5 contratti di altro tipo). Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2024 risultavano già dimezzati a 13. Ma, come racconta Open, nel fascicolo aggiornato depositato ora in Camera di commercio, l’amministratore Claudio Calabi certifica un ulteriore taglio: in servizio restano soltanto 6 dipendenti; una riduzione dell’organico del 78%. In diversi casi i rapporti si sono chiusi con accordi transattivi.