Palermo - Riemersi dalla latitanza, dopo l’arresto del padre e il forzato abbandono del covo dorato di Palermo, i quattro figli di Salvatore Riina, il capo dei capi morto in carcere, hanno provato dal 1993 a scalare la montagna del consenso, a cominciare dai compagni di scuola, senza mai mostrare un dubbio o una critica né sul padre né sul sanguinario gruppo della mafia stragista con roccaforte a Corleone.
Totò Riina, il ritorno e i nuovi guai dei figli: «Papà onesto»
Corleone, il sindaco della città prende le distanze











