VERONA. Doveva essere la partita della quarta vittoria consecutiva in quattro giornate, del tentativo di fuga in vetta alla classifica. Invece per la Juve arriva una mezza battuta d’arresto, a Verona non va oltre l’1-1 e per quanto possa allungare sul Napoli di un punticino in attesa del Monday night match con il Pisa, alla fine torna a casa con l’amaro in bocca di chi sa di aver disputato forse la peggior prestazione della stagione.
Di Gregorio devia sulla travesra il rigore di Orban ma la palla entra in porta, è il gol del pareggio veronese
(afp)
Orban risponde a Conceiçao
Cambia l’avversario, cambia la competizione, cambia anche la Juve. Non tanto e non solo negli uomini (sono cinque le novità rispetto al Dortmund, con Gatti, Joao Mario, Locatelli, Conceiçao e Vlahovic), quanto nell’atteggiamento e nella lettura della partita. Iniziativa lasciata a Inter e Dortmund, questa volta sono i bianconeri a tenere in mano il pallino del gioco con il Verona che al contrario interpreta il ruolo del guastafeste con aggressività e ripartenze. Ma è la Juve comandare il gioco, il 75% di possesso palla è un dato raramente registrato da queste parti, eppure è quello che con cui si va all’intervallo. Solo che il risultato è di 1-1, frutto della giocata in proprio del rientrante Conceiçao al 20’ (il portoghese fa tutto da solo, salta un uomo, poi un altro e rientrando di mancino trova l’angolino basso) e del rigore di Orban (poi graziato poco dopo nonostante un colpo al volto di Gatti, solo giallo) al 44’ appena sfiorato da Di Gregorio e decretato dall’arbitro Rapuano dopo revisione al Var di un tocco di mano di Joao Mario su corner.








