Si ferma al Bentegodi il volo della Juventus. Dopo tre successi consecutivi i bianconeri non vanno oltre al pareggio per 1-1 contro un Verona tosto, aggressivo, capace di sfruttare al meglio una condizione fisica e anche mentale non al diapason dell'undici di Tudor, dopo il fantasmagorico 4-4 di Champions. Ora il Napoli, atteso lunedi' dalla prova in casa col Pisa, ha la possibilita' di allungare da solo il testa Le fatiche contro Inter e, soprattutto, Borussia Dortmund hanno pesato sulla prestazione della Juve stasera, ma molto merito va attribuito ad un Verona capace di alzare sempre i ritmi, di giocare con quella aggressività che mette spesso la Juventus all'angolo. Nel secondo tempo, i padroni di casa hanno anche cullato il sogno del sorpasso, prima che al Var il gol del 2-1 venisse annullato per un fuorigioco di Serdar.
Dall'altra parte, dopo i processi alla difesa in casa bianconera, Di Gregorio ha sfoderato diverse buone parate, che hanno tenuto in gioco la Juve nei momenti piu' difficili. Negativa la partita di Vlahovic, al quale evidentemente partire dal 1' in campo, invece che subentrare dalla panchina a partita in corso, non porta bene. In avvio Tudor cambia cinque pedine rispetto all'ultima gara giocata mentre il Verona conferma l'undici che ha pareggiato contro la Cremonese con Akpa Akprò che prende il posto dell'infortunato Gagliardini. Gara vibrante, ritmi bassi e Verona molto attento a non concedere spazi agli attacchi della Juve. Quarto d'ora di grande equilibrio poi l'equilibrio si spezza con la giocata individuale di Francisco Conceicao. Il piccolo portoghese vince un duello con Bernede, salta Frese e calcia sul palo lontano dove Montipò non può arrivare. Il Verona non cambia, tuttavia, il proprio canovaccio tattico. Aspetta la Juventus e cerca di ripartire con ficcanti contropiedi. Ma Orban e Giovane, di buoni piedi e ottimi movimenti, faticano decisamente a trovare spazio.










