Non ha mai conosciuto Pier Vittorio Tondelli, lo ha sfiorato nel suo percorso, Enrico Brizzi che per trent'anni ha preso "appunti in solitaria" sullo scrittore icona del cambiamento, "intellettuale di nuova specie" che ha rivoluzionato negli anni Ottanta il modo di raccontare e di vivere il mondo editoriale.

La sua eredità enorme, che ha segnato tante generazioni, che continua a parlare ai giovani, è diventata un libro. Brizzi rende omaggio al suo "amico segreto" che adesso avrebbe 70 anni (era nato il 14 settembre 1955), ma è morto a 35 anni (il 16 dicembre 1991), con 'Super Tondelli', in libreria il 26 settembre per Harper Collins, presentato in anteprima a Pordenonelegge con il direttore editoriale Mario Andreose, all'epoca in Bompiani. "Ci sono storie di vita che ti interessano perché le hai sfiorate nel tuo percorso e puoi andare avanti a pensarci senza mai scrivere niente. Se non ci fosse stata la collana di Harper Collins di autori che raccontano altri autori, probabilmente avrei trent'anni di appunti su Tondelli ma non avrei mai scritto niente. Per chi ha la mia età è stato il cugino più grande di cui leggevi le cose e ti fidavi dei suoi consigli sui libri, sui dischi, sui film. Dall'altra parte, nella mia vicenda personale le cose non sarebbero andate come sono andate, senza di lui" racconta all'ANSA Brizzi, classe 1974, caso editoriale a 17 anni con Jack Frusciante è uscito dal gruppo. "Se Tondelli non avesse fatto la scelta veramente insolita di dedicare ai giovani parte del suo tempo e della credibilità che aveva maturato nel mondo editoriale all'epoca di 'Rimini', un bestseller, lanciando il progetto Under 25, Jack Frusciante non sarebbe mai uscito. Non ci sarebbe stata in quegli anni un'attenzione per la narrazione dei più giovani che dato la possibilità a un diciassettenne qualsiasi come me di dire 'anche io ho scritto la mia roba'".