Il 14 settembre avrebbe compiuto 70 anni. Di Pier Vittorio Tondelli, della sua opera, dei suoi scandali e della sua morte prematura, a soli 36 anni nel 1991, si è detto molto. Poco invece si sa del suo lavoro di talent scout alla ricerca di nuovi e giovani talenti nella narrativa italiana. Al ricordo dell’autore di Camere separate, Altri libertini e Rimini e di quanto oggi nella cultura resta di quegli anni Ottanta, di cui lui fu il più grande narratore, dedichiamo la copertina di Robinson in edicola da domenica 31 agosto. Con gli articoli di tre autori che lo hanno conosciuto bene.

Piergiorgio Paterlini ci racconta la sua scommessa, difficile e tutt’altro che votata al successo, sulla ricerca di nuove voci, tutte irrinunciabilmente sotto i 25 anni. Per Tondelli diventa una scelta etica oltre che letteraria ed editoriale: «Un progetto con la P maiuscola. Con una conseguenza che possiamo vedere solo oggi e di cui quasi sicuramente Tondelli non era consapevole, e meno ancora gliene sarebbe importato. Ed è che l’esordiente diventa una categoria ben definita della progettazione culturale. Una categoria che prima non c’era».

Con Antonio Spadaro riscopriamo invece come, appena trentenne (morirà a 36 anni) con i suoi libri Tondelli riuscì a raccontare, inventandosi un’altra lingua, la confusione, il desiderio, la provincia, l’omosessualità. Infine, a quarant’anni dall’uscita di Rimini, Gabriele Romagnoli ripercorre come con questo libro Tondelli cambiò la percezione del “divertimentificio”, del Grand Hotel e del Bandiera Gialla, raccontando ciò che non è raccontabile.