Il giovane padovano, detenuto dal novembre 2023, avrebbe deciso di chiedere l’accesso a questo percorso solo nel caso di un consenso preventivo da parte di Gino Cecchettin, padre di Giulia. Ed è proprio dalle parole di quest’ultimo che sarebbe nata l’idea. Dopo la condanna di primo grado, infatti, Gino Cecchettin aveva aperto uno spiraglio: "Ci vorrà del tempo ma potrebbe essere una tappa, nel momento in cui il percorso verrà fatto da entrambi, nel modo giusto. Ci deve essere un perdono sincero e un percorso riabilitativo di un certo tipo ma non lo escludo".