Ci pensa, ci spera. È una speranza che corre su un filo sottilissimo che lega lui, Filippo Turetta, il carnefice, a Gino Cecchettin, il padre della vittima dell’atroce delitto, Giulia. Si chiama giustizia riparativa, un approccio diverso di espiazione della pena introdotto in Italia nel 2022 dalla riforma Cartabia che prevede il coinvolgimento diretto delle parti attraverso un percorso di pace e di ascolto e di riconoscimento della vittima e ha come fine la compensazione del danno causato.