Per salvare l’ambiente, serve un’autostrada. Non di asfalto, ma verde, ovvero un percorso fatto di piccoli habitat accoglienti, giardini pubblici e privati, ma anche pareti di edera, o balconi con le erbe aromatiche: luoghi pensati e realizzati per facilitare l’attraversamento dei paesi del nostro territorio agli insetti impollinatori, sempre più in difficoltà per via di pesticidi, cambiamenti di habitat e clima.
L’autostrada delle Api è un progetto che sta crescendo in Italia e prende ispirazione da un progetto norvegese. “In Italia però - ha raccontato Andrea Beretta in occasione dell’evento I Prati Stabili raccontati dalle Api all’interno di Cheese 2025 - abbiamo più del 50 per cento della biodiversità presente in Europa, ma non ne abbiamo consapevolezza e non la tuteliamo”. Numeri che hanno portato l’agrotecnico che collabora con l’Università di Torino in progetti riguardanti gli impollinatori selvatici a variare il progetto originale.
Andrea Beretta con la direttrice del Gusto Eleonora Cozzella
La strategia degli ecosistemi
“Ci occupiamo in generale di creare luoghi in cui possano fermarsi impollinatori diurni e notturni - ha aggiunto -. Oggi in Piemonte è un corridoio di 75 chilometri che parte da Usseglio, nell’Alta Valle di Viù, una delle tre Valli di Lanzo e arriva fino alla Palazzina di Caccia di Stupinigi”. Tutti possono aiutare a costruire l’autostrada con le sue “stazioni di rifornimento”. “Abbiamo un autogrill anche all’isola d’Elba, in Trentino, nella laguna veneta e in tanti altri comuni sparsi. Perché raccontiamo il nostro progetto nelle scuole e nei cortili si ritagliano spazi in cui seminare prati stabili”. Ovvero formazioni erbose permanenti che non hanno subito arature, dissodamenti o semine artificiali per molti anni: ecosistemi ricchi di specie vegetali e animali spontanee, con un'alta biodiversità.










