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Ultimo aggiornamento: 12:31

Il Guardian riferisce che circa 15 palestinesi su 16 uccisi dall’esercito israeliano dall’inizio della sua nuova offensiva a Gaza a marzo erano civili, secondo i dati raccolti dall’organizzazione indipendente Armed Conflict Location and Event Data (Acled), specializzata nel monitoraggio della violenza.

Il tasso di mortalità civile indicato da un rapporto di Acled è uno dei più alti mai registrati durante il conflitto e aumenterà la pressione internazionale su Israele con l’avanzata delle sue forze nella città di Gaza, costringendo fino a un milione di persone a evacuare e minacciando ulteriori vittime civili su larga scala. I ricercatori di Acled, che è sostenuta dai governi occidentali e dalle Nazioni Unite, hanno monitorato le segnalazioni di perdite subite da Hamas e dai gruppi armati alleati a Gaza, provenienti dall’esercito israeliano, da media locali e internazionali affidabili, da dichiarazioni di Hamas e da altre fonti, nell’arco di sei mesi.

“Dal 18 marzo, Israele afferma di aver ucciso più di 2.100 operativi, sebbene i dati di Acled indichino che il numero sia più vicino a 1.100 e includa esponenti politici di Hamas, così come combattenti di altri gruppi”, si legge nel rapporto. Più di 16mila palestinesi sono stati uccisi da quando Israele ha violato un cessate il fuoco di due mesi a marzo con un’enorme ondata di attacchi aerei sul territorio devastato, secondo le statistiche pubblicate dalle Nazioni Unite.