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Negli ultimi anni le scarpe da corsa e da tennis del marchio On sono diventate molto popolari e hanno cominciato a essere usate anche in contesti che non hanno niente a che fare con lo sport. Si riconoscono perché hanno dei fori nella suola che ammortizzano l’impatto col suolo e un logo non riuscitissimo: le lettere “o” e “n” messe una sopra all’altra ricordano una “q” e una “c”, e infatti se si cerca “qc shoes” su Google, il primo risultato è il sito di On.

Le On non sono il primo caso di scarpe o vestiti tecnici nati per fare sport e poi diventati di moda anche per la vita di tutti i giorni. Altri esempi sono i gilet di pile di Patagonia, l’indumento prediletto dai dipendenti delle aziende di tecnologia e finanza negli Stati Uniti prima e in tutto il mondo poi. O ancora le scarpe Salomon, create per fare trekking o per camminare in contesti abbastanza estremi, e poi diventate molto di moda anche in città. Chi indossa le On nel quotidiano le apprezza per la comodità, il design semplice e il fatto che, a differenza di altre sneakers di tendenza, non siano appunto sfacciatamente logate (ovvero non hanno un simbolo esageratamente grosso).

On ha poco più di una decina d’anni e le sue vendite sono molto lontane dalle cifre raggiunte dai marchi storici di scarpe sportive, ma sono cresciute tanto in pochissimo tempo. Nel 2024 l’azienda ha aumentato il suo fatturato del 30 per cento in un anno, arrivando a 2,5 miliardi di dollari. L’azienda ha venduto tanto pur non avendo prezzi così bassi: le scarpe On vanno dai 140 ai 240 euro. Attualmente, come riporta Bloomberg, le On rappresentano il 2,3 per cento del mercato mondiale delle scarpe da ginnastica, contro il 26 per cento di Nike e l’11 per cento di Adidas.