Se è vero, come diceva Hegel, che la lettura del giornale è «la preghiera del mattino dell’uomo moderno», questa storia è piena di cortocircuiti. Perché è, tecnicamente, la storia di una notizia non data. Oppure, variante raffinata: non data in quella forma particolarmente accorta che è la citazione in una mezza frasetta dentro una pagina-lenzuolata confezionata attorno a tutt’altro, magari un’ovvietà altisonante. «Leone XIV costruttore di ponti», ad esempio, che è come dire «Il Papa è il Papa», visto che il Pontifex è già da sempre, nell’etimo, colui che edifica ponti.

Non è un esempio a caso, perché l’assenza nella preghiera laica cantata dai giornali riguarda i due quotidiani più in confidenza con la preghiera sacra, Avvenire e l’Osservatore Romano. La testata della Conferenza Episcopale e quella della Santa Sede. La prima, in particolare, ha dedicato amplissimo spazio al volume con la prima intervista rilasciata dal Papa, intitolato Leon XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI e pubblicato in Perù. Ritaglio in prima, pagina 3 monografica (col titolo tautologico di cui sopra accompagnato da un altrettanto prestampato «Dialogo e verità, sfida alle divisioni») con tanto di sommari, virgolettati in risalto, sottolineature. La notizia, però, è che da nessuna parte rimbombava la notizia.