Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

La compositrice Silvia Colasanti debutta alla Scala con "Anna A." che racconta l'ultimo anno della poetessa Achmatova

S'intitola Anna A. l'opera in prima mondiale dal 28 settembre alla Scala. Un titolo che segue il recente successo de Il Nome della Rosa di Francesco Filidei tratto da Umberto Eco: segno di una Scala che custodisce il fuoco della tradizione, aprendosi al presente. Non solo museo, insomma.

Sgombriamo subito il campo da due equivoci. Primo: Anna A. è super partes. La compositrice è donna, di Roma, 50 anni tondi: Silvia Colasanti. La protagonista è donna, la poetessa russa Anna Achmatova. Ma non si tratta di un'opera pro o sulle/per le donne: qui si parla di libertà, intesa come scelta prima ancora che condizione. Secondo: tutto si svolge nella Russia staliniana, ma l'opera prescinde dall'attualità e dal conflitto in corso, anzi non vuole proprio averci a che fare. Lo spiega Colasanti, che ha lavorato al fianco di Paolo Nori, nel 2022 al centro di un caso nazionale per un corso su Dostoevskij minacciato di censura, l'episodio accese un vivace dibattito pubblico. "Della vita intensissima di Anna - osserva Colasanti - abbiamo scelto i momenti in cui si intrecciano arte e potere".